Due ebook possono apparire identici sullo schermo.
Possono avere la stessa copertina, gli stessi caratteri, gli stessi corsivi e la stessa impaginazione.
Eppure, quando vengono esplorati con uno screen reader, possono trasformarsi in due libri completamente diversi.
Il primo possiede capitoli riconoscibili, immagini descritte, lingue correttamente indicate e una struttura attraverso cui è possibile orientarsi.
Il secondo è soltanto una sequenza di parole e immagini prive di significato programmatico. Visivamente sembra un libro. Per chi non può vederlo, però, può diventare un percorso pieno di ostacoli.
In questo articolo analizziamo che cosa distingue un normale ebook da un ebook accessibile. La versione EPUB di Verso Hemelslinn è stata progettata e realizzata seguendo i principi dell’accessibilità.
Non per aggiungere al libro una funzione speciale. Per permettere a più persone di leggerlo.
Un ebook accessibile non è un’edizione semplificata. È un libro costruito con maggiore consapevolezza.
Un EPUB non è soltanto testo dentro un file
Un EPUB è un contenitore che raccoglie documenti strutturati, fogli di stile, immagini, metadati e altri elementi. Utilizza tecnologie derivate dal Web, come HTML, CSS e SVG, organizzandole in una pubblicazione digitale.
Questo significa che il modo in cui il testo viene codificato conta quasi quanto il suo aspetto visibile.
Il riferimento specifico per valutare l’accessibilità di una pubblicazione digitale è oggi EPUB Accessibility 1.1. Lo standard stabilisce come applicare le WCAG a un’intera pubblicazione EPUB, aggiungendo requisiti specifici per struttura, navigazione e metadati. Richiede almeno la conformità alle WCAG 2.0 e raccomanda l’adozione della versione più recente applicabile, come le WCAG 2.2.
Le regole tecniche, però, nascono da una domanda molto semplice:
Le informazioni presenti nel libro possono essere percepite e comprese anche senza affidarsi esclusivamente alla vista?
Vediamo alcuni esempi.
Le immagini devono poter diventare parole
Prendiamo come esempio la copertina dell’ebook Verso Hemelslinn di Maurizio Feruglio, pubblicato da Eliosfera Editrice.

Una codifica minima e non sufficientemente accessibile potrebbe essere:
<div class="cover">
<img src="../Images/cover.jpg"
alt="Copertina" />
</div>
Il file possiede un testo alternativo, ma quel testo non comunica quasi nulla.
Chi ascolta il libro attraverso uno screen reader saprà soltanto che in quel punto è presente una copertina. Non conoscerà il titolo, il nome dell’autore né il contenuto dell’immagine.
Nell’EPUB di Verso Hemelslinn, la copertina è invece inserita in un elemento SVG contenente una descrizione testuale:
<div class="cover" id="cover">
<svg xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"
height="100%"
preserveAspectRatio="xMidYMid meet"
version="1.1"
viewBox="0 0 526 800"
width="100%"
xmlns:xlink="http://www.w3.org/1999/xlink">
<desc>
Copertina: Verso Hemelslinn base. Immagine digitale, 2022.
Un’astronave con vaghe somiglianze con un cetaceo in orbita
intorno a un pianeta in un vuoto spazio interplanetario illuminato
da una luce. In primo piano, in basso a sinistra, una porzione
del pianeta azzurro con una calotta ghiacciata. In alto sulla destra
una piccola luminosa luna azzurra. La copertina riporta le informazioni
sul libro: Maurizio Feruglio, Verso Hemelslinn e il logo Eliosfera Editrice.
</desc>
<image height="800"
width="526"
xlink:href="../Images/cover.jpg"/>
</svg>
</div>
La descrizione inserita nel tag <desc> comunica il contenuto visivo della copertina alle tecnologie assistive compatibili.
Non si limita a indicare che è presente un’immagine, ma descrive l’astronave, il pianeta azzurro e la sua calotta ghiacciata, la luna, l’ambientazione spaziale, il titolo, il nome dell’autore e il marchio editoriale.
Questo permette a una persona cieca o ipovedente che utilizza uno screen reader di ricevere informazioni analoghe a quelle disponibili per chi osserva direttamente la copertina.
La differenza è semplice nel principio, ma richiede un vero lavoro editoriale. Una descrizione accessibile deve essere accurata, comprensibile e coerente con il contenuto e con la funzione dell’immagine.
Il testo alternativo non deve necessariamente elencare ogni dettaglio visibile: deve svolgere, per chi non può percepire l’immagine, la stessa funzione comunicativa svolta dall’immagine nel contesto.
La semantica associata alla copertina può inoltre aiutare i sistemi automatici a interpretare e catalogare correttamente il contenuto, invece di trattarlo come una semplice immagine priva di significato.
La formattazione non coincide con il significato
Consideriamo questa frase tratta da Verso Hemelslinn:
«Che ne dici se inganniamo il tempo con una partitina a FourChess, vecchietto?» chiese Kìran fregandosi le mani.
Nel dialogo, Kìran usa la parola vecchietto con un’intonazione particolare.
Il corsivo non rappresenta quindi una semplice scelta grafica: segnala un’enfasi voluta nel testo.
Una prima codifica potrebbe riportare soltanto le parole, senza alcuna formattazione o informazione semantica:
<p>
«Che ne dici se inganniamo il tempo con una partitina
a FourChess, vecchietto?» chiese Kìran fregandosi le mani.
</p>
In questo caso si perde completamente l’enfasi attribuita alla parola vecchietto.
Una seconda versione può riprodurre il corsivo visibile nel libro:
<p>
«Che ne dici se inganniamo il tempo con una partitina
a FourChess, <i>vecchietto</i>?» chiese Kìran
fregandosi le mani.
</p>
A vista, la parola appare correttamente in corsivo. Il tag <i>, però, indica che quella porzione di testo si distingue dal testo circostante, senza specificare che debba ricevere una vera enfasi narrativa. La versione semanticamente più completa è:
<p>
«Che ne dici se inganniamo il tempo con una partitina a
<span xml:lang="en">FourChess</span>,
<em>vecchietto</em>?» chiese
<span xml:lang="sa-Latn">Kìran</span>
fregandosi le mani.
</p>
In questa versione ogni elemento riceve un significato preciso:
- <span xml:lang="en">FourChess</span> identifica il nome inglese del gioco;
- <em>vecchietto</em> segnala una vera enfasi narrativa;
- <span xml:lang="sa-Latn">Kìran</span> identifica il nome come termine sanscrito traslitterato in caratteri latini.
Visivamente, <i> ed <em> possono produrre lo stesso corsivo. Nel codice, però, non comunicano la stessa informazione.
Il tag <em> indica che il termine deve essere interpretato con particolare rilievo all’interno della frase.
La resa sonora effettiva dipende dal programma di lettura e dalle sue impostazioni: non tutti gli screen reader modificano automaticamente l’intonazione. La semantica rimane comunque disponibile alle tecnologie assistive, ai sistemi di conversione e agli strumenti di analisi del testo.
L’accessibilità non consiste quindi soltanto nel far apparire correttamente le parole sullo schermo.
Significa conservare nel codice anche le informazioni che il lettore vedente ricava dalla grafica, dal corsivo e dal contesto.
Una parola straniera non dovrebbe essere pronunciata come se fosse italiana
Prendiamo un altro passaggio tratto da Verso Hemelslinn:
Gli balenò nella mente il pis-aller, una mossa che nel FourChess si attua quando non si ha altra via d’uscita, una mossa senza alternativa. Con tale mossa qualche volta si riesce a confondere l’avversario.
Una codifica puramente visiva potrebbe essere:
<p>
Gli balenò nella mente il <i>pis-aller</i>,
una mossa che nel <i>FourChess</i> si attua
quando non si ha altra via d’uscita, una mossa
senza alternativa. Con tale mossa qualche volta
si riesce a confondere l’avversario.
</p>
Il testo appare correttamente sullo schermo, ma il sistema di lettura non riceve alcuna informazione sulla lingua delle due espressioni.
Una codifica semanticamente corretta è:
<p>
Gli balenò nella mente il
<span lang="fr" xml:lang="fr"><i>pis-aller</i></span>,
una mossa che nel
<span lang="en" xml:lang="en"><i>FourChess</i></span>
si attua quando non si ha altra via d’uscita,
una mossa senza alternativa. Con tale mossa
qualche volta si riesce a confondere l’avversario.
</p>
L’espressione francese pis-aller è contrassegnata con il codice linguistico fr, mentre il nome inglese FourChess è identificato con en.
Queste informazioni permettono alle tecnologie assistive di riconoscere il cambio di lingua e, quando il dispositivo dispone delle voci necessarie, di applicare regole di pronuncia più appropriate.
Senza gli attributi linguistici, uno screen reader configurato in italiano potrebbe pronunciare entrambe le espressioni secondo la fonetica italiana.
L’attributo lang è quello utilizzato normalmente in HTML. Nei documenti XHTML degli EPUB può essere affiancato da xml:lang, così da rendere esplicita la lingua anche nel contesto XML:
<span lang="fr" xml:lang="fr">
<i>pis-aller</i>
</span>
Questa attenzione è particolarmente importante in un romanzo di fantascienza come Verso Hemelslinn, dove possono comparire parole appartenenti a lingue diverse, nomi di tecnologie e giochi, termini scientifici, espressioni create per il mondo narrativo, sigle e denominazioni straniere.
La lingua principale del libro può essere l’italiano, ma ogni passaggio scritto in un’altra lingua dovrebbe essere identificato nel codice.
In questo modo il cambiamento non rimane soltanto visibile: diventa interpretabile anche dai sistemi automatici di lettura. Le WCAG prevedono infatti che la lingua dei passaggi o delle frasi possa essere determinata programmaticamente, salvo nomi propri, termini tecnici e altre eccezioni pertinenti.
Le sigle e gli acronimi non dovrebbero diventare enigmi
Prendiamo questo passo tratto da Verso Hemelslinn:
«Bene, come avete potuto vedere dalla scansione di verifica sono un ricercatore scientifico, membro dell’AGSSE, l’Associazione galattica per la salvaguardia delle specie in via di estinzione.»
Il codice utilizzato nell’EPUB è:
<p>
«Bene, come avete potuto vedere dalla scansione di verifica
sono un ricercatore scientifico, membro dell’
<em>
<abbr title="Associazione galattica per la salvaguardia delle specie in via di estinzione</em>">
AGSSE
</abbr>
</em>,
l’
<em>
Associazione galattica per la salvaguardia delle specie
in via di estinzione
</em>.»
</p>
La sigla AGSSE è racchiusa nel tag <abbr>, che associa l’abbreviazione alla sua forma completa:
<abbr title="Associazione galattica per la salvaguardia delle specie in via di estinzione">
AGSSE
</abbr>
Ma il significato non viene affidato soltanto all’attributo title.
Subito dopo la sigla, il testo riporta esplicitamente:
Associazione galattica per la salvaguardia delle specie in via di estinzione.
Questa è la soluzione più robusta, perché il lettore riceve l’espansione dell’acronimo direttamente nel contenuto, indipendentemente dal programma, dal dispositivo o dal comportamento dello screen reader.
L’attributo title conserva comunque un valore semantico: collega formalmente la sigla alla sua espressione completa e rende il codice più comprensibile anche ai sistemi automatici.
Il tag <em> indica inoltre che tanto la sigla quanto la denominazione estesa ricevono una particolare enfasi all’interno del dialogo.
In questo esempio lavorano insieme tre livelli:
- la sigla visibile;
- la sua espansione semantica nell’attributo title;
- la denominazione completa presente direttamente nel testo.
L’accessibilità non dipende così da una funzione opzionale del software: l’informazione necessaria per comprendere il passaggio è disponibile per tutti i lettori.
L’accessibilità non si ferma alle singole parole
Descrivere le immagini e usare i tag corretti non basta.
Un ebook accessibile deve permettere al lettore di comprendere la struttura complessiva del libro.
I titoli dei capitoli devono essere veri titoli:
<h1>Capitolo primo</h1>
e non semplici paragrafi ingranditi attraverso un foglio di stile:
<p class="titolo-grande">Capitolo primo</p>
La differenza visiva può essere minima.
La prima soluzione, però, permette alle tecnologie assistive di riconoscere l’inizio di una sezione e di navigare rapidamente tra i capitoli.
Anche la gerarchia deve essere coerente:
<h1>Titolo del capitolo</h1>
<h2>Prima sezione</h2>
<h3>Approfondimento</h3>
Titoli, elenchi, citazioni, note e tabelle devono essere identificati per ciò che sono, non soltanto imitati graficamente.
La struttura semantica rende il contenuto più comprensibile e riutilizzabile dalle tecnologie assistive.
- un sommario navigabile;
- un ordine di lettura logico;
- collegamenti con testi comprensibili;
- note raggiungibili e dotate di un collegamento di ritorno;
- l’indicazione della lingua principale;
- metadati che descrivano le caratteristiche di accessibilità.
EPUB Accessibility 1.1 richiede che l’accessibilità venga valutata considerando la pubblicazione nel suo insieme, non soltanto i singoli documenti XHTML. Un capitolo ben strutturato non basta, per esempio, se l’ordine dei contenuti nel libro è errato o se la navigazione complessiva non è utilizzabile.
I metadati possono inoltre comunicare alle librerie e alle piattaforme quali modalità di accesso sono necessarie, quali caratteristiche accessibili sono disponibili e quali eventuali rischi presenta il contenuto.
In questo modo il lettore può conoscere le caratteristiche dell’ebook prima ancora di acquistarlo o scaricarlo.
Il codice corretto è necessario, ma non è sufficiente
Un EPUB può superare una validazione tecnica e contenere comunque descrizioni inutili.
Per esempio:
<img src="diagramma.jpg"
alt="Immagine" />
Il codice contiene formalmente un attributo alt, ma l’informazione rappresentata dall’immagine non è accessibile.
Allo stesso modo:
- un sommario può esistere ma condurre ai punti sbagliati;
- un titolo può essere marcato correttamente ma non descrivere il contenuto;
- una lingua può essere dichiarata in modo errato;
- una nota può essere raggiungibile ma non permettere di tornare al testo;
- una descrizione può essere presente ma non comunicare nulla di utile.
Per questo l’accessibilità richiede sia controlli automatici sia una revisione umana.
La conformità non può essere dedotta dalla presenza di pochi tag isolati. L’accessibilità deve essere verificata sull’intera pubblicazione, tenendo conto dell’esperienza concreta di navigazione e lettura.
La domanda finale non è:
Il codice contiene l’attributo richiesto?
La domanda è:
Una persona riesce davvero a leggere, comprendere e attraversare il libro?
L’EPUB accessibile di Verso Hemelslinn
La versione EPUB di Verso Hemelslinn è stata progettata applicando questa attenzione alla struttura del testo.
Il lavoro comprende:
- organizzazione semantica dei capitoli;
- sommario navigabile;
- gerarchia coerente dei titoli;
- descrizioni testuali per le immagini;
- identificazione delle lingue;
- uso consapevole di enfasi, citazioni e abbreviazioni;
- collegamenti comprensibili;
- struttura progettata per l’utilizzo con screen reader e tecnologie assistive.
L’obiettivo è permettere la lettura anche a persone cieche e ipovedenti, senza separarle dagli altri lettori attraverso un’edizione differente.
Lo stesso file può adattarsi alle esigenze e alle preferenze della persona che lo utilizza:
- lettura visiva;
- caratteri ingranditi;
- contrasto personalizzato;
- sintesi vocale;
- screen reader;
- display braille, quando supportato dal dispositivo e dal sistema di lettura.
La storia rimane la stessa.
Cambia soltanto il modo attraverso cui il lettore può raggiungerla.
L’accessibilità è parte della qualità editoriale
Realizzare un EPUB accessibile richiede più tempo.
Occorre esaminare le immagini, comprendere il significato della formattazione, distinguere le lingue, controllare la struttura, preparare i metadati e verificare la navigazione.
È molto più semplice convertire automaticamente un documento, inserire una copertina e considerare concluso il lavoro.
Ma un ebook non è accessibile soltanto perché può essere aperto.
E non è ben costruito soltanto perché appare corretto sullo schermo di chi lo ha prodotto.
La qualità editoriale si misura anche in ciò che il lettore non vede, ma che gli permette di leggere.
L’accessibilità non riguarda una piccola categoria separata dal resto del pubblico.
Una struttura ordinata, collegamenti chiari, testi comprensibili e una navigazione coerente migliorano l’esperienza di tutti:
- di chi usa uno screen reader;
- di chi ingrandisce il testo;
- di chi modifica carattere, spaziatura o contrasto;
- di chi legge su uno smartphone;
- di chi cerca semplicemente un libro realizzato con cura.
Un buon EPUB non dovrebbe chiedere al lettore di adattarsi ai suoi limiti.
Dovrebbe essere il libro ad adattarsi al lettore.
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Gli esempi di questo articolo sono tratti da Verso Hemelslinn, una space opera romantica italiana senza alieni. La sua versione EPUB è stata progettata anche per la lettura attraverso screen reader e tecnologie assistive.
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